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Vallata

Vallata è un comune irpino situato nell’area della Baronia. Sorge su un colle ad un’altitudine di 870 metri s.l.m. tra le montagne di Trevico e dell’altopiano del Formicoso, fra le valli dell’Ufita e del Calaggio, da cui è possibile ammirare un ampio orizzonte verso oriente sulla Puglia fino a scorgere il Mare Adriatico.

E’ un borgo verde e ricco di acque infatti è solcato dai fiumi Ufita e Calaggio che formano ampi laghetti, tra cui anche un lago artificiale in località Iazzan. Tante sono le sorgenti, fontane e vasche di irrigazione. E’ proprio grazie a queste acque che il territorio è anche ricco di verde e boschi. Sulle pendici del Monte Santo Stefano, che domina ad ovest il paese, è possibile passeggiare lungo dei sentieri naturalistici.

La vocazione del territorio è prettamente agricola, pastorale e artigianale. Ad alcune aziende agricole è stato riconosciuto l’attestato per la produzione del miglior caciocavallo d’Italia, per l’unicità del proprio prodotto caseario. Il territorio comunale è suddiviso in molte frazioni (Sferracavallo, Maggiano, Serra Mattina, Macchialvio, Mezzana Perazze, Padula, Piano delle Rose, Carosina di sopra, Case Siconolfi, Piano Calcano, Cesine, Santa Lucia, Terzo di Mezzo).

Il borgo antico del paese si presenta come un tipico nucleo urbano medievale con vicoletti, strettoie, piazzette, edifici religiosi e palazzi signorili antichi con portali in pietra. Ancora visibili due delle quattro porte di accesso al borgo medioevale: Porta Rivellino e la Porta che affaccia su piazza Tiglio.

La Storia

La storia di Vallata e la sua nascita è strettamente correlata alla sua peculiare posizione naturalistica e alla presenza delle sorgenti, i fiumi, le colline ed i monti. Stesse caratteristiche che consentono un ottimo sviluppo turistico fondato anche sui genuini piatti tipici della cucina dei valtellesi.

Alcuni ritrovamenti archeologici dimostrano che l’area è abitata sin dalla preistoria dagli Hirpini di lingua osca che si stanziarono vicino alle sorgenti, sebbene i ritrovamenti più significativi risalgono al periodo romano.

In seguito alle invasioni barbariche, per motivi di sicurezza e di difesa, le popolazioni locali si spostarono più in collina.

Alcune notizie che fanno riferimento ai primi insediamenti del Medioevo riportano ad un tal “Ruggero da Vallata” nel 1111. La prima citazione certa del paese, avvenne in un documento del 1120, a firma di Pandolfo di Vallata. Nel 1199 le truppe germaniche di Marcovaldo saccheggiarono ed incendiarono Vallata. Fu un feudo della Baronia dei Vico in epoca Normanna. Nel 1275, sotto gli Angioini, divenne proprietà di Johannes de Vallata. Successivamente, fu donata da Roberto D’Angiò alla consorte Sancha e, nel 1343, venne ceduta a Raimondo Del Balzo. II 6 maggio del 1496, durante le guerre tra Angioini ed Aragonesi, si combattè la battaglia di Chianchone proprio nel borgo. Le truppe del Marchese di Mantova, Francesco Gonzaga, non solo saccheggiarono il borgo, ma più di 250 Vallatesi persero la vita.

Tra i vari feudatari che si sono succeduti nel tempo, oltre ai già ricordati Del Balzo, citiamo, i Del Tufo, e nel XVIII secolo, gli Orsini di Gravina di Puglia, ultimi Signori di Vallata.

Vallata, al pari di tanti altri Comuni dell’Irpinia in generale e della Baronia in particolare, nella prima parte della seconda metà del XIX secolo patì il fenomeno del brigantaggio. La cruenta reazione delle truppe regolari si concluse con la cattura dei briganti e la loro fucilazione, avvenuta alle spalle della Chiesa di S. Vito in data 17 novembre 1861.

Il Santo Patrono è S. Bartolomeo Apostolo, festeggiato il 24 agosto. Gli eventi da ricordare sono: la fiera di S. Vito (15 giugno), il ferragosto vallatese, le feste natalizie e la rappresentazione della Passione di Gesù (Venerdì Santo).

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