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Parco Archeologico di Aeclanum

Chi veniva da Benevento percorrendo l’antica Via Appia, una volta arrivato al centro del maestoso ponte sul Calore, riusciva già a scorgere, sulle colline verso Sud-Est, la fiorente Aeclanum, dove era possibile trovare taverne e alberghi a disposizione dei viaggiatori, ma anche ricoveri per carri, magazzini per le merci, alloggi per le truppe, stallieri, maniscalchi e artigiani.

Porta dell’Irpinia, la cittadina posta sul valico tra la valle del Calore e quella dell’Ufita, ben collegata con i più importanti centri, costituiva un punto nodale tra il Sannio, l’Apulia e la Lucania. Era collocata dall’Itinerario di Antonino a 15 miglia da Benevento sulla via Appia, dal che sarebbe poi derivato il nome di Quintodecino al centro medioevale; la Tabula Peutingeriana la poneva invece a 16 miglia da Benevento.

Dopo la guerra social e civile, con il definitivo assoggettameto della regione sannita da parte di Roma, Eclano si era trasformata in Municipio, diventando centro politico, religioso e amministrativo di una certa rilevanza.

Ai tempi dell’imperatore Adriano da municipio divenne colonia con la denominazione Aeleia Augusta Aeclanum e successivamente fu ripopolata con veterani dell’esercito di Traiano che avevano combattuto in Dacia e Armenia. In quel periodo esponenti delle famiglie aristocratiche eclanesi spesero somme notevoli per abbellire e migliorare le strutture di servizio della città. Con l’aiuto di prestiti statali e il contributo dei cittadini furono costruiti nuovi edifici, vennero abbelliti e restaurati quelli esistenti, riparati i portici del foro e si migliorò la viabilità urbana ed extraurbana.

Testimonianza materiali di tale periodo è il Parco Archeologico di Aeclanum, al Passo di Mirabella Eclano, in cui sono stati riportati alla luce resti notevoli di un complesso termale del II d.C., avanzi di mura in opus reticularum del I sec. a.C., resti di abitazioni private ed ambienti decorati da pavimenti musivi policroni con ornati geometrici e floreali, una domus con peristilio, resti di una basilica paleocristiana con il battistero cruciforme, la tholos centrale del macellum su cui sporgevano le piccole taberne, tratti di strada lastricate e tracce di rete fognaria.

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