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Lauro - inIrpinia
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Le più antiche testimonianze della zona risalgono all’età romana; ruderi di una grande villa di epoca imperiale sono stati individuati in località S.Giovanni del Palco.

Il nome deriverebbe dal latino laurus, per l’ esistenza nella zona di piantagioni di alloro, sacre di Apollo.

Storicamente il nucleo urbano è attestato a partire dal 1088, anno in cui signore del paese è un certo Raimondo, conte di Caserta e padre di quel Ladislao che ordinò la costruzione della chiesa di S.Maria Maddalena.

Nella prima metà del XII secolo il feudo venne elevato a contea da Ruggiero il Normanno e fu poi donato a Roberto, nipote di Turgisio Sanseverino.  Fu l’ imperatore Federico II ad espropriare la contea ai discendenti dei Sanseverino per poi donarla ad un certo Giovanni di Lauro. Tornata nelle mani dei Sanseverino fu di nuovo sottratta agli eredi per finire a Guglielmo di Beaumont che la tenne fino al 1277.

Nel 1541 fu venduta al nobile Scipione Pignatelli, dalla cui famiglia l’acquistò nel 1632 Scipione Lancellotti.

Al successore di quest’ ultimo Scipione II , il re Filippo V di Spagna concesse il titolo di marchese.

Alla famiglia Lancellotti appartenne Lauro fino all’ eversione della feudalità(1806).

Nel 1872 uno dei discendenti ricostruì l’ enorme castello di famiglia distrutto da un incendio nel 1799 appiccato dalle truppe francesi che invadevano il Vallo di Lauro.

Da non perdere

Castello Lancellotti

Di origine longobarda-normanna, il castello è citato per la prima volta in un documento del 976. Fu incendiato dei francesi nel 1799. L'edificio, che appare oggi così come fu ricostruito nel 1872 dal principe Filippo Massimo Lancellotti, fu inaugurato in quello stesso anno nel giorno della festa dei santi patroni il 25 agosto, e si presenta in uno stile architettonico composito gotico, rinascimentale, neoclassico e barocco. Il castello si erge in un piccolo ed elegante giardino dell'Ottocento, con al centro una fontana circolare, che in precedenza faceva parte di un grande parco seicentesco poi distrutto durante gli eventi del 1799. Alla destra del portale ligneo rinascimentale, è la scuderia che conserva una notevole statua seicentesca. Sul fondo un piccolo portale introduce al giardino segreto, mentre alle spalle sono situati la cappella di famiglia e parte degli appartamenti privati. Di fronte al viale un breve ponte unisce la corte alla dimora.

Palazzo del Cappellano o Palazzo dei Tufi

Il palazzo si trova in località Preturo e fu commissionato da Giovanni Del Cappellano, vescovo di Bovino, e costruito tra il 1513 ed il 1529. Di grande semplicità, è questo l'esempio più integro di architettura rinascimentale in Campania. Molto interessante la facciata in bugnato di tufo grigio, a cuscino nella parte inferiore e a punta di diamante in quella superiore, al centro del quale apre un grosso androne, anch'esso in tufo.

Palazzo della Mastrodattia

Sulle sue remote origini non ci sono notizie. Qui veniva amministrata la giustizia e si redigevano gli atti ufficiali legali, da cui il nome di Mastrodatta, cioè dei maestri d'atti. L'edificio era inoltre corpo feudale dell'Università di Lauro e sede dell'archivio, che andò anch'esso distrutto il 30 aprile 1799 per mano dei francesi. La facciate presenta due piani con balconi, cui fanno da cornice lesene con capitelli e architrave, con la torretta dell'orologio al centro della sommità

Palazzo Pignatelli

L'edificio, che ha subito grandi cambiamenti e trasformazioni attraverso i secoli è famoso per le sue grottesche di tipo vasariano. L'edificio è sede di due musei: quello dedicato all'esploratore Umberto Nobile e quello di arte naif. Il museo Nobile conserva strumenti ed indumenti serviti per entrambe le spedizioni polari, l'archivio dei grafici e dei progetti, onorificenze, decorazioni, targhe e diplomi e infine uno dei cimeli più significativi il famoso "brogliaccio", il libro di bordo del Norge che contiene la famosa pagina con l'annotazione dell'arrivo al Polo. L'altro sito, dedicato all'arte naif, è stato arricchito negli anni dalle opere del miniaturista Giovanni Galli, è stato chiuso, dopo che molte delle opere sono andate perse. Al momento anche il museo Nobile è chiuso per lavori di ristrutturazione.

Torre Civica

Risale al XIII secolo, ma fu completamente ricostruita durante la metà dell'Ottocento e dopo il sisma del 1980. Ha forma quadrangolare e nel Medioevo era una delle porte della cinta muraria che racchiudeva il borgo sottostante il castello.

Villa imperiale romana - terme

Si tratta di un imponente complesso termale che risale al I secolo a.C., disposto su vari livelli, ancora oggi ben conservati, tra essi il frigidarium (stanza del bagno freddo) il calidarium (stanza del bagno caldo) ed un tepidarium (ambiente di attesa). Conserva anche preziosi mosaici di madreperla e conchiglie azzurre.

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