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Il Castello del Tufo

Il castello del Tufo domina, dall’altro di uno spuntone roccioso di origine vulcanica, l’ intero borgo sottostante, che si sviluppo ai suoi piedi in epoca longobarda. E’ impossibile stabilirne la datazione precisa, anche se il castello è legato al nome Aione II, principe longobardo che, nell’888, ritenendolo un presidio fondamentale per la salvaguardia del Principato di Benevento da lui retto, decise di costruire nelle vicinanze la torre, con funzioni di avvistamento e di difesa, da cui prese poi il nome il comune di Torrioni, per lungo tempo casale di Tufo.

Con il passaggio di Benevento allo stato della Chiesa e poi con la successiva ascesa del Regno di Napoli, il Castello del Tufo venne a trovarsi in una posizione strategica. Era infatti, al centro di un’ area molto importante per i collegamenti tra Napoli e le Puglie, affidati alla Strada Regia che percorrendo la Valle del Sabato si congiungeva con l’ antica via Appia..

L’ importanza della posizione lo rese protagonista di diverse contese; nel periodo della dominazione normanna è citato dal cronista Falcone Beneventano a proposito della guerra tra Guglielmo, duca di Puglia, e Giordano, conte di Ariano.

Proprio in epoca normanna il castello dovette assumere anche un aspetto più definito, che conservò fino all’epoca rinascimentale.

Nel 1119, Raione de Fragneto, sconfitto in seguito all’assedio portato a Tufo da Roberto di Montefusco, fu costretto a cedere il feudo a Rainulfo, conte di Alife. Nel 1127, però, Rainulfo divenne conte di Avellino e il possesso di Tufo e del suo castello tornò a Raione. Nel XV secolo il castello divenne una roccaforte degli Angioini nella lotta contro gli Aragonesi i quali, con l’istituzione del Viceregno, ne determinarono la lenta decadenza. I discendenti di Raione rimasero proprietari del castello fino al 1670, anno dopo il quale esso passo prima ai Carafa, poi ai Piatti e infine ai Capobianco di Carife. Il castello non ha conservato molto dell’impianto  di epoca normanna, e si presenta oggi con un aspetto più simile a quello che assunse nel XVI secolo, quando fu trasformato in residenza signorile con l’aggiunta di corpi di fabbrica e muri esterni. Nel corso del XIX secolo fu frazionato in diverse piccole proprietà indipendenti, le quali inglobarono alcuni tratti delle mura esterne nei basamenti tufacei di abitazioni private ricavate dalla struttura originaria.

Attualmente presenta una pianta quadrangolare irregolare, con ancora visibili tre torri a pianta circolare e gran parte della cortina muraria.

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