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SALE

Guardia Lombardi

Si trova a quasi 1000 metri sul livello del mare. Uno dei comuni più alti di tutta la provincia, il secondo dopo Trevico.

Il paese è posizionato in altura tra la Valle dell’Ufita e la Valle dell’Ofanto, infatti l’intero territorio è compreso tra i 433 metri verso la Valle dell’Ufita fino a raggiungere i 1.024 metri in corrispondenza del Monte Cerreto.

La Storia

Le origini storiche sono abbastanza remote e anche abbastanza incerte. Da alcuni ritrovamenti si suppone che da Guardia passassero i Romani andando nelle Puglie attraverso la via Appia.

Nonostante si suppongono le origini romane, il paese prese vita e vigore grazie ai longobardi, che costruirono un avamposto molto importante per la sua posizione morfologica. E’ quindi certo che fu fondata dai Longobardi che le diedero il nome chiamandola “Guardiae Lombardorum” da cui oggi abbiamo l’ attuale nome di “Guardia dei Lombardi” oppure “la Uàrdia” in dialetto guardiese, dal termine “guarda”. Il castello che faceva da torretta, fu edificato proprio dai Longobardi, i resti della costruzione medioevale furono successivamente ingoblati in un palazzo signorile costruito nel XVII secolo, oggi di proprietà delle famiglie Forgione e Santoli.

Intorno al 1000 fece sosta a Guardia Papa Leone IX. Nel 1133 venne distrutto da Ruggiero il Normanno. Fu poi ricostruito passando nelle mani dei Balvano. Divenne poi un possedimento dei Gesualdo, dei Del Balzo e dei Saraceno.

Nel 1802 il feudo di Guardia passare a Fulco Antonio Ruffo, Principe di Scilla e di Guardia Lombardi, feudatario esigente e sfruttatore.

Dal campanile della Chiesa Madre e dal Monte Cerreto è possibile scorgere ben quattro regioni (Basilicata, Campania, Molise, Puglia) e 10 provincie(Avellino, Benevento, Caserta, Salerno, Campobasso, Isernia, Bari,Barletta-Andria-Trani, Foggia, Potenza), nonché il mar Adriatico nelle giornate più limpide.
Il paese è ricco di sorgenti e tra queste la sorgente Tonsone dà origine al fiume Fredane, affluente del Calore Irpino.

La sua ampia superficie è ricoperta per buona parte da boschi di faggi e castagni, per la restante parte si estendono le colture cerealicole. Tra i suoi prodotti tipici troviamo il formaggio di Carmasciano.
Qui nella foto la Chiesa Madre, sita nel centro storico, domina con il suo campanile, è stata costruita in toto dopo il terremoto del 1980, che l’aveva per buona parte distrutta.

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