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Castello di San Barbato

Il castello di San Barbato sorge arroccato sul colle dominante l’omonimo piccolo borgo che costituisce uno dei tre centri abitati di cui si compone il comune di Manocalzati. La fondazione del castello è attribuita ai Longobardi che si insediarono proprio sulla collina  di San Barbato, località che fu sempre considerata un feudo distinto da Manocalzati, facente invece parte della Baronia di Serra.

Il documento più antico in cui viene attestata l’ esistenza del castello risale al 1146: si tratta di una pergamena custodita presso la biblioteca abbaziale di Montevergine.

Da essa si ha notizia di un incontro avvenuto nel castello di Serra , alla presenza di altri signori dei paesi circostanti, del giudice e dei testimoni, tra cui il signore del castello di Serra, tale Pietro, e il signore di San Barbato, Malfrido, per derimere una questione riguardante il possesso di alcune terre poste al confine dei due territori. Si sa poi che, nel 1352, il castello fu attaccato dalle truppe del barone di Candida Filippo Filangieri, il quale, oltre ad uccidere cinque uomini, incendiò una parte del paese. Fino al 1528 furono proprio i Filangieri a conservare il possesso del feudo.

Da questi, per via ereditaria, passò agli Albertino e poi ai Gattola, che ne conservarono il possesso fino all’abolizione dei diritti feudali. Gli ultimi proprietari del castello furono, però, fino al 1867, i baroni Patroni Griffi.

Il castello di San Barbato, così come si presenta, è riferibile alla fine del quattrocento, vale a dire all’epoca aragonese, anche se conserva i tratti tipici della fortezza longobarda. La struttura architettonica si articola in un semplice e basso edificio quadrangolare con torri angolari poste ai vertici del grosso corpo di fabbrica, racchiudente il cortile interno rettangolare, con scala aperta nello spazio della corte.

A questo schema, proprio dell’architettura aragonese, il Castello di San Barbato aggiunge però, delle particolarità: le due torri sul lato meridionale si presentano di forma circolare e scarpata, mentre le altre due, poste a fronteggiare lo strapiombo sul lato settentrionale, hanno una forma planimetrica a punta. L’ingresso del castello si trova al termine del principale asse viario del borgo, via Chiesa, e si apre con un portale ad arco a tutto sesto posto alla sommità di una lunga gradinata.

Dal portale si accede, mediante un grosso androne voltato, alla corte centrale, sulla quale si affacciano tutti gli ambienti del piano terreno coperti da grandi volte a botte.

Il castello è stato recentemente restaurato e aperto al pubblico a partire dal 17 ottobre 2009.

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