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Miti e storie - inIrpinia
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L'acqua e la morte: arreto a la porta La pioggia e la morte son dietro la porta

Miti e storie

L’irpinia è ricca di storie e leggende, molte delle quali nate dalla vita contadina. Queste storie sono nate principalmente dal tentativo di dare spiegazione a fenomeni non conosciuti in una realtà spesso oscura come quelli che vivevano seguendo i cicli naturali della natura.
 
Fu così, che nel corso dei secoli, l’Irpinia si popola di mostri e magia, credenze che ancora oggi fanno da sfondo alla vita quotidiana di molti abitanti di questa terra. Queste credenze hanno accompagnato e ancora tutt’oggi accompagnano lo scorrere dei giorni, mesi e anni, unendo le persone.
 
Tra gli esseri che popolano la nostra terra, in particolare nell’Alta Irpinia, troviamo lo scazzamauriello, un piccolo essere che richiama i lari e i penati, protettori di case e allo stesso tempo dispettosi vendicatori. Lo scazzamauriello ti tormenta quando hai fatto qualcosa che non avresti dovuto, non ti fa dormire, e si aggira per alcune case, pretendendo di essere accontentato.
 
Poi c’è la janara, la strega delle favole, quella con la scopa e i filtri. Anch’essa un essere notturno che va scacciata. Se poi nasci uomo il 24 dicembre allora sei un un pompanaro, cioè un lupo mannaro, che si trasforma nelle notti fredde. Per proteggersi, oltre a non uscire di notte, era necessario mostrare al pompanaro una croce o camminare presso un incrocio.
 
Infine ci sono le usanze magiche come quella del malocchio, la superstizione, che ancora oggi fanno parte del costante ritmo quotidiano a cui scorre la vita dell’Alta Irpinia.